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Run baby run giugno 30, 2013

Posted by brzo in On the air.
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Concluso l’ennesimo trasloco, si torna a fermare i pensieri nello scatto estemporaneo di un post.

Sono settimane di violenta protesta in Brasile, la disparità di condizioni economiche e l’elevato tasso di corruzione hanno indignato la popolazione oltre il limite di paziente accettazione, questo l’avrete già sentito.
Quello che raramente appare sui quotidiani, e verso il quale credo valga la pena volgere lo sguardo per un momento, è che il sistema sanitario brasiliano funziona discretamente male nel settore pubblico, con ampie porzioni di territorio prive di assistenza medica.
La copertura è garantita soltanto da strutture private, ma la percentuale di popolazione che può effettivamente permettersi un’assicurazione sanitaria non arriva al 15%: questo significa 150 milioni di cittadini dalle incerte possibilità di cura. E stupisce che tra le rivendicazioni del movimento sia stata appena accennata la necessità di un aumento esponenziale di investimenti pubblici nel settore.

Quando nel Vecchio Continente ci lamentiamo dell’elevato prelievo fiscale, che paga anche questo tipo di servizi, vale la pena di considerare quale tipo di società vogliamo lasciare in eredità a chi verrà dopo di noi. Basse imposte uguale livello base di diritto che cala drasticamente.
Credo valga ancora la pena di sollevare sopracciglio e voce verso chi propone austerity e privatizzazioni, perchè diritti che diamo per scontati possono ancora essere dimenticati e rimossi.

Adesso scusatemi, ma corro a lavarmi i denti, scattare nelle mie serie di flessioni e correre nel parco come avessi un Cerbero alle calcagna, il tutto senza dimenticare di passare a prendere le vitamine e i cereali nella farmacia di quartiere.
Perchè ogni volta che lo sguardo incontra corpi brasiliani scultorei e invitanti, mi ritrovo a pensare che potrebbe essere mancanza di alternative più che spiccato senso estetico.