jump to navigation

Run baby run giugno 30, 2013

Posted by brzo in On the air.
Tags: ,
trackback

daily_erotic_picdump_264_13

 

Concluso l’ennesimo trasloco, si torna a fermare i pensieri nello scatto estemporaneo di un post.

Sono settimane di violenta protesta in Brasile, la disparità di condizioni economiche e l’elevato tasso di corruzione hanno indignato la popolazione oltre il limite di paziente accettazione, questo l’avrete già sentito.
Quello che raramente appare sui quotidiani, e verso il quale credo valga la pena volgere lo sguardo per un momento, è che il sistema sanitario brasiliano funziona discretamente male nel settore pubblico, con ampie porzioni di territorio prive di assistenza medica.
La copertura è garantita soltanto da strutture private, ma la percentuale di popolazione che può effettivamente permettersi un’assicurazione sanitaria non arriva al 15%: questo significa 150 milioni di cittadini dalle incerte possibilità di cura. E stupisce che tra le rivendicazioni del movimento sia stata appena accennata la necessità di un aumento esponenziale di investimenti pubblici nel settore.

Quando nel Vecchio Continente ci lamentiamo dell’elevato prelievo fiscale, che paga anche questo tipo di servizi, vale la pena di considerare quale tipo di società vogliamo lasciare in eredità a chi verrà dopo di noi. Basse imposte uguale livello base di diritto che cala drasticamente.
Credo valga ancora la pena di sollevare sopracciglio e voce verso chi propone austerity e privatizzazioni, perchè diritti che diamo per scontati possono ancora essere dimenticati e rimossi.

Adesso scusatemi, ma corro a lavarmi i denti, scattare nelle mie serie di flessioni e correre nel parco come avessi un Cerbero alle calcagna, il tutto senza dimenticare di passare a prendere le vitamine e i cereali nella farmacia di quartiere.
Perchè ogni volta che lo sguardo incontra corpi brasiliani scultorei e invitanti, mi ritrovo a pensare che potrebbe essere mancanza di alternative più che spiccato senso estetico.

Annunci

Commenti»

1. Vittorio - luglio 2, 2013

1st of all: mazza che bona quella della foto (come primo commento è doveroso…)
Secondariamente: questo è un tema di cui ho discusso ultimamente con amici in seguito ad alcuni fatti, in particolare l’ultimo (straziante) concerto della filarmonica greca.
Il fatto è che noi, per citare Antonio Conte (sì,l’allenatore), non abbiamo più fame. E per muoversi seriamente, per conquistare qualcosa, bisogna essere affamati.
Mi viene sempre in mente un discorso tenuto alla chiusura dell’anno accademico in non so quale università americana, in cui veniva riportata la storiella dei pesci che chiaccherano: in 2 parole, ci sono due giovani pesci che nuotano chiaccherando del più e del meno, ad un certo punto passa un pesce anziano che si ferma e dice: “Buongiorno ragazzi, com’è l’acqua oggi?”. E i due pesci si guardano e dicono: “questo è pazzo, cos’è quest’acqua di cui sta parlando?”.
Il fatto è che delle cose che diamo per scontate non ci occupiamo né ci accorgiamo più.
Potrei fare almeno una decina di esempi professionali, ma non voglio dilungarmi; dico solo che siamo maledettamente abituati a dare privilegi e “buoni costumi” come scontanti, e non battagliamo più per quelli, stracciandoci invece le vesti per bazzecole e fumogeni gettati per confondere e distrarre.
Il Brasile ci dovrebbe far riflettere, per capire che siamo fortunati, che non è tutto nero, ma soprattutto che dobbiamo guardare all’arrosto, e non al fumo, perché è il primo che ci stanno mangiando sotto gli occhi.
Torno, per chiudere, all’esempio della filarmonica greca. Vedere violinista e coriste piangere mentre fanno per l’ultima volta il loro lavoro, gridando l’inno greco, è un messaggio diretto e ininterpretabile, di come la crisi abbia sempre nomi diversi ma lo stesso effetto: impoverirci sotto molti punti di vista.
Ed è terribile rendersene conto mentre noi facciamo cortei sul biglietto della GTT…

brzo - luglio 2, 2013

Il punto è esattamente non lasciarsi distrarre, perchè dallo “shock and awe” in poi è esattamente questo il mezzo attraverso il quale diritti conquistati a caro prezzo diventano opzioni, ed in seconda battuta lussi.
Abbiamo gli strumenti per farlo, solo che ci scordiamo di usarli.
Siamo interconnessi come mai nella storia, e prevalentemente scambiamo immagini di felini ubriachi.

Il cambiamento è intorno a noi, e ci scorre inesorabile tra le dita come sabbia.
Occorre fare un respiro profondo, fermarsi e fare attenzione ai frammenti importanti nella pioggia di informazioni che ci inzuppa.

“Le bon Dieu est dans le détail”, borbottava Flaubert, e non è un caso che dagli anni Settanta in poi sia comparsa soltanto piu’ la sua variante “Il diavolo è nei dettagli”.
Pare maggiormente applicabile al nostro quotidiano, in effetti..


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: